Silvio
(mostrando di non essere sincero) Ma no....
Clara
Sì, lo credete!... (Esasperandosi) Dio! Dio!... Voi lo credete, e fate la pace con me! Voi lo credete, e siete disposto a perdonarmi... Anzi, che dico?, altro che disposto!..., mi avete già perdonata!... Voi lo credete, e mi desiderate, e vi lasciate sedurre da me: — vi lasciate sedurre evidentemente come da una cocotte.... Voi pensate nientemeno che io sia stata d'un altro... precisamente! ch'io... sia stata d'un altro, e intanto eccovi lì, umile, eccovi lì ai miei piedi, aspettando, come una grazia, che io vi riapra la porta di quella stanza dove fummo marito e moglie. (Al colmo dell'esasperazione) Ma dunque a che serve mantenersi su, su, in alto, sempre in alto, a che serve, a che serve essere quella che sono io, se l'ultima delle femmine non varrebbe, per voi, in questo momento, meno di me?! (Ridendo convulsa) Ah ah ah! Minacciaste di [pg!173] ammazzarmi il giorno in cui, compiendo una delle vostre fatiche di poliziotto, mi sorprendeste in casa di quel vanesio! Sarebbe stato, in verità, un po' troppo, ma, ammessa la vostra sfiducia, sarebbe stato più logico di quel che fate adesso. Invece, no, non mi ammazzaste, e mi chiedeste una giustificazione. Giustificarmi? Giustificarmi quando la mia coscienza si sentiva più che mai trionfatrice? Giustificarmi di che? perchè? con chi? Voi non mi ammazzaste, io non mi giustificai. Il separarci sembrò a voi una punizione inflitta a me, sembrò a me una punizione inflitta a voi. E aspettai. «Egli comprenderà — pensavo io —: comprenderà che un amore come il mio non può aver corso nessun pericolo, non può essere stato vinto da nessuna tentazione. Comprenderà che una moglie come me non deve potersi giustificare, non deve giustificarsi!» E speravo — sciocca che ero! — speravo di salvare me e voi da una volgarità. Ma ora?... Ora che all'ingiuria dell'accusa voi aggiungete quella della più ignobile transazione, ora ci rinunzio alle mie ultime illusioni. Sta bene! Affogheremo insieme nella volgarità. Mi giustificherò! Mi giustificherò... perchè quando un marito, pur sospettando la moglie infedele, ritorna a lei, questa, se è innocente, non può che gettargli sul viso la propria innocenza e la propria onestà come si getta dalla finestra un cencio inutile! Mi giustificherò, mio caro, e vi darò anche le prove di non essere stata l'amante di quel signore....
Silvio
(urgente) Le prove?
[pg!174]
Clara
(incalzandolo con ansia irosa) Dite, dite: le volete queste prove?
Silvio