Clara
(interrompendolo, sempre con la stessa aria frettolosa) Basta, basta! Eccomi qui: — Seducetemi!
Ricciardi
(tentando di sottrarsi alla burletta) Ma io, contessa....
Clara
Non ci sono ma e non ci sono contesse. Io, mio buon Gino, non ho tempo da perdere. Sono in casa vostra, sono nelle vostre mani, le porte sono chiuse... almeno lo spero; nessuno ci vede e nessuno ci sente. Poche chiacchiere, e procedete subito alla seduzione.
Ricciardi
E voi credete ch'io abbia avuta davvero l'ingenuità di vagheggiare una seduzione?! Come v'ingannate! [pg!130] Il sedotto, purtroppo, senza che voi ne abbiate colpa, veh!, il sedotto sono io. Clara, voi lo avete capito che io vi amo. Voi lo avete capito che la mia sfida e la mia baldanza non erano che l'artifizio del mio amore. Io ho desiderato che voi veniste in casa mia, questo sì, ma perchè? Per avere agio di vedervi e di parlarvi liberamente, fuori dell'ambiente in cui voi ed io abbiamo il dovere d'essere delle persone di spirito. L'ho desiderato per potermi confessare a voi, l'ho desiderato per dirvi ch'io sono null'altro che un povero innamorato, (scaldandosi di proposito) l'ho desiderato per....
Clara
Per... per... per.... Tutto questo è completamente inutile!