Arturo
(guardandolo meravigliato, come per una rappresaglia, appoggia i suoi piedi sopra uno sgabelletto.)
Salvetti, Dionigi e D'Alma
(entrando, si scandalizzano dell'atteggiamento confidenziale di Arturo. Gli girano intorno, parlano tra loro a voce bassa, assumono un'aria altezzosa, l'osservano con la coda dell'occhio e lo salutano impercettibilmente col capo, dicendo, tutti e tre, a fior di labbro:) Signore...
Arturo
(ricambiando il saluto senza neanche accennare ad alzarsi)... Signori...
Salvetti
Stia, stia comodo...
Dionigi
Non si disturbi.