Fleno
(seguendo con lo sguardo Clea, e scotendo la testa:)
Va a raggiungere le Disilluse!... Ingenue! La loro disillusione è la più grande delle illusioni! Esse credono d'aver sofferto assai, appunto perchè non sanno che cosa sia soffrire. Se avessero provata una sola delle sventure toccate a me!...
(Rivolgendosi al pubblico)
Io sono l'ex re di Zano: un regno senza impicci, un regno piccolo piccolo, un regno tascabile.... Ed io, infatti, avevo in tasca il mio regno e i miei sudditi; — ma ora sono essi che hanno in tasca me! Ah! Quando ricordo il giorno della rivolta, mi rivengono i brividi! Che batoste, e che paura!... Io me la svignai travestito da vecchio; e in questa.... vecchiezza continuo a nascondermi, perchè (accennando, col gesto, alle probabili busse) la prudenza non è mai troppa!...
Quel giorno, che catastrofe!
Ed io, mutando viso
per non morire ucciso,
fuggii... Fuggii sin qui!
Romito, in un tugurio
sinistramente muto,
al regno che ho perduto
penso la notte e il dì.
Ah! come le memorie
mi danzano d'intorno
e tornano ogni giorno
a dir: «tu fosti re!»
[pg!319]
Mi pesa questa maschera
d'umile vecchio inetto,
ribellasi nel petto
il giovanile ardor.
Son di me stesso, misero,
la tetra sepoltura....
Son morto addirittura...
ahimè!, vivendo ancor.
E le memorie danzano
intorno a questo morto,
che non è ancor risorto...
che morto ancor non è.
(Rattristato, rientra nel suo tugurio, e si rincantuccia sotto l'arco della porta.)
Voci misteriose