(con effusione)
Oh! grazie! grazie! Tu sei il mio salvatore! Grazie!
Fleno
Aspetta. (Entra nel tugurio, chiude a chiave la porta, e, dopo qualche istante, ricompare dietro il finestrino col viso di giovane. Allungando un braccio, fa penzolare la finta barba bianca. E, poichè Arunto ha lo sguardo rivolto dalla parte opposta, egli, Fleno, lo chiama:) Ehi!... pss! pss!...
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Arunto
(si volta, si avvicina con meraviglia; e poi, quando Fleno gli consegna la barba, egli se l'appiccica alla faccia, assumendo la fisonomia di Fleno.)
Fleno
Ecco la barba della Vecchiezza
che cangia il viso, ma non l'età.
Con questa barba la Giovinezza
piglia un aspetto d'innocuità.
Arunto