(in un sommesso mormorio, fanno l'eco:) Amo... amo... amo.... (Indi, contemplando il ritratto e la lettera che hanno tra le mani, si fermano qua e là, formando gruppi pittoreschi.)

Arunto

(con dolcezza, a Clea)

Solo vincere e regnare

vagheggiai con voluttà:

eran le speranze care

della mia ingenuità.

[pg!336]

Non fui mai corteggiatore

delle donne. Sai perchè?

Non mai vidi lo splendore

che rifulger vedo in te!

Clea

Solo vivere d'oblio

vagheggiai con voluttà.

Dissi al povero cor mio:

fuggi il mondo, fuggi, va.

Dell'amore io diffidai....

Ne ignoravo le virtù,

chè nessun mi parlò mai

come adesso parli tu.

Arunto

(con passione)