Le Fanciulle

(affollandosi e facendo ressa intorno ad Arunto lo interrogano in tono lamentevole.)

O cavaliere amabile,

voi di lusinghe e speme

venite apportatore.

Or diteci, di grazia,

quello che più ci preme:

(mostrando il ritratto)

dov'è questo signore?

Noi ne vediam l'immagine...!

L'immagine è gentile;

ma l'uom chi ce lo dà?

Noi ne leggiam la lettera,

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che è scritta in bello stile;

ma il resto... dove sta?

Arunto

(tra sè, maliziosamente)

Che fretta, caspita!

Ho ben capito:

lo voglion subito

questo marito.

Che sian confuse

a me non pare....

Le disilluse

si dan da fare.

Il gran proposito

è già sfumato,

pensando al giovine

innamorato.

Son d'una pasta

queste figliole!

A lor non basta...

di restar sole!

(Rivolgendosi alle Fanciulle per tranquillarle)

Rassicuratevi,

fanciulle mie.

Altro che storie

e fantasie!....

Se l'impazienza

frenate un po'

dandomi udienza,

vi spiegherò.