Claudia

(siede in silenzio. Il suo volto dice tutta l'amarezza dell'anima sua e l'estremo sforzo della sua prudenza.)

Alfredo

(accostandosi a lei) D'altronde, perchè non dovremmo mostrargli quel che è vero, quel che deve essere vero. La diversità dei nostri temperamenti, la tua austerità disdegnosa... avevano fatto un po' assopire il mio cuore di marito innamorato. Io avevo commessa qualche leggerezza, avevo avuto qualche torto... Ma c'è sempre stata dentro di me la nostalgia d'una più intima unione fra noi due. Per dare un nuovo impulso al mio affetto, avevo bisogno d'un figlio, sì, d'un figlio, che è poi il solo vincolo che possa far combaciare anche due volontà, due temperamenti diversi. Ed è per questo che adesso l'accordo c'è. Dopo la sensazione di sorpresa che ho avuto stamane e che tu hai certamente male interpetrata, io ho sentito risvegliare il mio cuore, l'ho sentito battere come accanto al tuo, insieme col tuo. (La circonda col braccio) Via, Claudia!... Non ti accorgi del mio mutamento? Non ti accorgi che, oramai, io torno a essere... il marito innamorato che ero? (La bacia.)

Claudia

(levandosi con un atto di ribrezzo) Ah, no!

Alfredo

Claudia!...

Claudia

No! No! No! Questa turpe commedia mi fa nausea!