La voce di Sofia

(allontanandosi) Ho bussato io, sa, perchè quei signori aspettano da un pezzo.

Nellina

(si leva con sul volto una contrazione di dolore e di ribrezzo; e, in questa contrazione, resta immobile. — Pare la statua dolente del pudore offeso.)

Gigetta

(sùbito, nel centro della soglia, col dorso alla porta, ha aperto le braccia come per sbarrarle la strada. Quindi, ritraendosi verso lo stipite, vi si è appoggiata, diritta. E ora, immobile anche lei, sospesa nella trepidanza, sorveglia la fisonomia e l'atteggiamento di Nellina, e vorrebbe col pensiero arrestarla.)

(Passa così qualche istante.)

Nellina

(repentinamente si scuote, quasi sentisse un violento soffio negli occhi. Con uno sforzo graduale, va alla toeletta. Siede. In un vago smarrimento, si mira nello specchio. Con l'incertezza di chi si muove nel buio, ricompone i capelli scompigliati, cerca un piumino, si ridà la vellutina alle guance. Poi, come vinta dalla stanchezza, incrocia le braccia sulla toeletta e sulle braccia piega la testa.)

Gigetta