(dopo lunga esitazione, tristamente commossa, accenna col capo di no. Indi, quasi parlando a sè stessa, aggiunge:) Sarebbe una imprudenza grande!... Giocherei tutto in un colpo solo.... E se perdessi, perderei più della speranza: perderei... anche quello che resta di incerto... nel cuore di chi ha inutilmente sperato. (Ora i suoi occhi riboccano di lagrime. È un pianto mite e breve. Poi, ella, rassegnata, si alza, rivolgendosi a Cesare:) Non insisto più.... Me ne vado. (Un istante di pausa.) Addio, Cesare.
Cesare
(tuttora seduto, compreso da sensazioni opposte, tace col capo chino. Quando ella si avvia lentamente per uscire, egli si leva e mormora:) Addio, Gigetta.
La voce di Nellina
(aspra e ribelle) Occupatevi dei fatti vostri, don Candido! Voglio andare dove mi pare e piace!...
(Ella entra di corsa e si trova di faccia a Gigetta. Si ferma imbarazzata e, per timidità, quasi le volta le spalle.)
Gigetta
(si ferma anche lei e la guarda tutta, dissimulando l'ansia.)
Nellina
(sentendosi guardata, fissa alla sua volta Gigetta, con lo sguardo obliquo, con viva curiosità.)