Evidentemente, essi ti assediavano, ti importunavano, e tu....

Nellina

Non devo più mentirti! Sono io che li ho voluti.

Giacomo

(levandosi ed esplodendo d'ira e di disprezzo) Per sceglierti il mio successore, non è vero?... Dillo! Dillo!... Dillo!... Per venderti all'incanto?!...

Nellina

(come se temesse d'essere battuta, si allontana rapidamente.)

Giacomo

(afferrandosi il capo con ambo le mani, grida:) Avevi ragione tu, pocanzi! Avevi ragione tu!... È la fine, dunque! È la fine! Dopo di aver seviziato barbaramente mio padre per cedere alla tua voce che impetrava soccorso, dopo di aver frantumata la mia esistenza per offrirtela, tutta quanta, come pane quotidiano, eccomi a vederti sparire a poco a poco nella depravazione ed eccomi annientato nel vuoto che mi si fa intorno! (Andando a lei impetuosamente) Avevi ragione tu, ed ebbi ragione anch'io quando ti dissi che non avrei potuto lottare con la tua indole, attirata irresistibilmente da ogni cosa più abietta. Ero preveggente, quel giorno, e ti scongiurai di non raggiungermi; ma tu, nella tua istintiva ferocia, chiedevi già una vittima, e t'impadronisti di me. Mi hai rovinata la vita, Nellina! Me l'hai distrutta! (Si abbandona sul sofà, tra le vesti in disordine.)

(Un silenzio.)