(repentinamente si scuote, quasi sentisse un violento soffio negli occhi. Con uno sforzo graduale, va alla toeletta. Siede. In un vago smarrimento, si mira nello specchio. Con l'incertezza di chi si muove nel buio, ricompone i capelli scompigliati, cerca un piumino, si ridà la vellutina alle guance. Poi, come vinta dalla stanchezza, incrocia le braccia sulla toeletta e sulle braccia piega la testa.)
Gigetta
(vedendola andare allo specchio, ha ceduto allo scoraggiamento e, sempre tenendo lo sguardo intenso su lei, si è accostata, disfatta, al divano e vi si è lasciata cadere. Ma adesso che Nellina è lì, in quella mestizia inerte, ella di nuovo dubita e spera e, in silenzio, febbrilmente aspetta.)
Nellina
(a un tratto, risolutamente, si drizza in piedi.)
Gigetta
(sussulta, prorompe e implora, in una ambascia spasmodica:) Fallo per me, Nellina!... Non andarci!... Non andarci!... Non andarci!...
(Ancora una breve pausa.)
Nellina
(tutta compresa dalla sua immensa tristezza, stringendosi un po' nelle spalle, tristissimamente mormora:) Ci vado! (Si avvia verso il fondo con passo lento e mal sicuro.)