Il medesimo salotto del primo atto. È una calda mattinata, tutta sole.
SCENA PRIMA.
Clotilde
(dalla destra — in toletta da campagna. Senza cappello. Nelle mani, un ombrellino e un fascio di lettere e di giornali. Entrando, rivolge la parola a voce alta, al domestico che è nella stanza attigua.) Avete inteso, Giovanni?... La posta, alla signorina Nanetta, gliela vado a consegnare io. Voi non dimenticate di dire a mio figlio che mi raggiunga giù, alla Cascina. Spiegategli bene che aspetterò lì il signor Corrado per dargli il buon viaggio. (Avviandosi verso il parco) Dio, quanto sole!... Si brucia. (Apre l'ombrellino, ed esce.)
(Dopo qualche momento, entra Enrico, dalla porta di sinistra.)
Enrico
(guarda intorno. Vede che non c'è nessuno e si ferma. È turbatissimo, cupo. Riflette. Riordina le idee. Tocca il bottone del campanello. Siede, aspettando.)
Il domestico
(comparisce.)
Enrico