Corrado
(ritira la mano. Lo contempla con acuto rammarico. Si alza.)
Enrico
(quasi a parte, quasi borbottando) Io vivo — si può dire — da poco tempo; ma da quando vivo ho un cervello che pare abbia cominciato a vivere molto prima di me. E in questo mio cervello non entrerà mai la persuasione che certi uomini rinunzino alla preda che hanno tra le unghie.
Corrado
Sicchè, nell'opinione tua, io non sono che una avida bestiaccia di rapina?
Enrico
Siete quel che voi stesso, in fondo, convenite di essere. E poi, tutti lo sanno e tutti lo dicono. Vi piacciono le donne. Riuscite a esserne l'idolo. Ne approfittate. E, talvolta, è una crudeltà, ecco: è una crudeltà.
Corrado
(scattando, altero e ruvido) Insomma, Enrico, tu pensi una cosa balorda e io ti proibisco di pensarla!