(con un supremo tormento è riescita a sopportare e a non svelarsi. — E ora, pacatamente risoluta, come se pronunziasse la sua necessaria condanna:) E sia! Detestami, Enrico!... (Poi — mutando — con un fioco accento e con un pallido sorriso di sconfinata tristezza) Ma... passerà anche questo: lo vedrai. Ben presto, non mi detesterai nemmeno, e l'anima capace d'amare, che io ti ho fatta,... ti resterà. (Ricade a sedere, rassegnata.)
SCENA SESTA.
Clotilde
(di fuori — chiassosamente) Nanetta! Nanetta! (Entra, zelantissima) Ho visto per la prima volta il signor Corrado con le lagrime agli occhi... (Interdetta) Che diamine vi è accaduto? Vi siete bisticciati?
Nanetta
Sì, zia. Ci siamo bisticciati.
Clotilde
Sia lodato il cielo! Fate sempre comunella. Almeno vi siete bisticciati una volta! (Li osserva. Si meraviglia.) O insomma?!... Sul serio?!...
Nanetta
Più di quanto tu possa immaginare.