Nanetta
(implorando) Pensa di me ciò che puoi, purchè sia la mia liberazione e la tua!
Enrico
(accecato da un furore spaventosamente brutale) Io penso che ti sei gittata in un'avventura come un assetato si getta ad abbeverarsi a un pantano!
Nanetta
(rizzandosi in piedi con l'istantaneo raccapriccio doloroso di chi abbia ricevuto una scudisciata) Enrico!
Enrico
E il mistero nel quale ti chiudi è la conferma inesorabile d'una così orrenda abbiettezza! Non t'amo più, no, non t'amo più! Ti detesto con tutto il livore che mi metti tu nelle vene. (Dilaniato dal suo martirio) Mi hai fatta un'anima capace d'amare, e tu stessa, tu stessa mi costringi a detestarti! (Si sorregge a un mobile, come un ubbriaco.)
(Un istante di sospensione.)
Nanetta