(sulle spine, interrompendo d'urgenza) No, Nanetta!... Che ti salta in mente?

Rossana

Parli, parli, signorina!

Amalia

Ma sì, parli!

Claudine

Cela m'intéresse beaucoup. (A Enrico) Perchè ci metti la mussaruola?

Nanetta

(a lui) Ne hanno piacere. Lasciami dire. (E, sempre più presa dal bizzarro nervosismo, si rivolge alle cinque donne che quasi la circondano) Sì, tra me e lui, accadde qualche cosa che gli assicurò la più completa libertà del suo cuore, la più completa libertà della sua giovinezza! Egli ha potuto disporne, infatti, con la gioia di chi dispone d'un patrimonio inesauribile, ha potuto vivere libero, agile, con l'animo pronto ogni giorno a riamare; ha potuto... promettere sinceramente a loro tutte un po' d'amore e darne, forse, a qualcuna di loro, un po' più di un poco. (Eccitandosi intimamente d'una ebbrezza amara) Dianzi, io mi sentivo avvilita. Questo piccolo consesso di galanteria, in attesa del guerriero disputato, si divertiva di me, timida intrusa dal viso avvizzito, che era venuta ugualmente ad attenderlo, senza averne il diritto. Ma se loro avessero indovinato le vecchie vicende della vecchia cugina, mi avrebbero invece accolta con simpatia, perchè avrebbero compreso di dover essere grate (in un tono umilissimo) precisamente a me... di quel tanto d'amore promesso o già offerto da lui. Non è così, Enrico?... Dillo tu. Attestalo tu alla tua amante e alle tue amiche che ora mi stanno ad ascoltare attonite. Aiuta la povera zitellona a soddisfare la sua vanità innocua...

Le cinque donne