(sono lì veramente attonite, guardandola, senza più sorridere.)
Enrico
(ha sopportato, con inquietudine, la bisbetica loquela di Nanetta, e, stretto tra la deferenza che le deve e l'imbarazzo che ella gli procura, si confonde, s'impappina) È così, è così... Ogni tua parola corrisponde... a una verità! Tu fosti per me...
Nanetta
(interrompendo con squisito umorismo) No... Lascia andare. Quel che io fui per te, ti dispenso di dirlo, perchè temo che tu non lo ricordi con precisione. E, del resto, io non desidero altro. (Scherzosamente) Mi hai riabilitata al cospetto delle mie graziose tormentatrici, e quindi posso restituirti, tardi ma in tempo, alle tue occupazioni. Hai ancora tanti baci da distribuire...
Enrico
(rianimandosi di schietta cordialità) Consentirai, almeno, che faccia io una visita a te, oggi stesso.
Nanetta
Figùrati! Ne sarei felicissima, ma io riparto immediatamente.
Enrico