Io, al buio, mi sento mancare il respiro. (Voltando una chiavetta della luce elettrica) Ah!... Ecco qua!... Lux facta est, e sia benedetta la luce! (Guardando lei) Eccetto però... se vogliamo nascondere d'aver pianto.
Navetta
(aspra) Non è vero che io abbia pianto!
Enrico
Tu neghi, ma gli occhi rossi ti tradiscono. Hai pianto perchè domani parte il signor Corrado. E io, invece, ti dichiaro che ne sono arcicontento. (Con giovanile impulsività) Non è degno di te il signor Corrado. No, no, e poi no! Ti scalda la testa e ti circuisce, senza avere, neanche lui, la più lontana idea di sposarti. E questa è un'azione obbrobriosa!
Nanetta
(ascoltando, si concentra in sè, con gli sguardi fissi nel vuoto.)
Enrico
(sedendole vicino, sul sofà) E io vedo che lo pensi tu pure. Non lo dici, ma lo pensi. Sì che lo pensi, Nanetta!... E sai qual'è la rabbia mia? È che io non sia nato un po' prima. Mi tocca a recitare ancora la parte del bébé. Mi è proibito di cantargliene quattro come gliele saprei cantare!... È un vecchio amico di famiglia? E che me ne importa? Al vecchio amico di famiglia griderei sul muso appunto che egli ha abusato della fiducia che si ripone in lui, e che quando, perdio!...
Nanetta