(troncando severamente) Non potresti parlare d'altro, Enrico?

(Pausa.)

Enrico

(imbronciato) Di che devo parlare? È abbastanza logico che io ti parli di quello che più t'interessa.

Nanetta

È stupido che tu ti adiri perchè neanche il signor Corrado mi sposa. Io non ci trovo nulla di strano. Per quale ragione dovrebbe sposarmi proprio lui?... (Ride amaramente) Ah! ah! ah!... Sposare Nanetta! Ci scherzi?... Cascherebbe il mondo!

Enrico

A scanso d'equivoci, non supporre che io mi compiacerei molto se ti sposasse. Che sia stato un Don Giovanni della peggiore risma, tu non lo ignori; e adesso non è che un disastro ambulante. Per lui, il matrimonio sarebbe un rifugio da invalido. Bell'affare!... Sì, a furia di stringarsi, a furia d'imbalsamarsi, la dà ancora a intendere. Ma bisogna vederlo la mattina, prima che abbia fatto la sua toilette! Ha tutti i connotati d'un vecchietto malaticcio, e ridicolo, per giunta! Gli si offrirebbe volentieri l'omaggio di un paio di pantofole ricamate e d'un paio di grucce intarsiate.

Nanetta

Quanta inesperienza, mio buon Enrico, nella tua denigrazione! E poi dici che ti tocca a recitare la parte del bébé. Lo sei così naturalmente!