Enrico
Perchè? Sentiamo. Perchè? Ti mostro come in una fedele fotografia colui che suoli guardare attraverso il prisma della tua immaginazione, della tua illusione. Non c'è nessuna inesperienza in questo.
Nanetta
È una fatica inutile, figliuolo caro, se non addirittura nociva. Ricordati di non accanirti mai a denigrare un uomo presso la donna dalla quale, per uno scopo o per un altro, ti premerà che egli non sia amato. Credi a Nanetta. Affaticandoti a denigrarlo, otterrai, molto probabilmente, l'effetto opposto. Essa potrà cominciare ad amarlo se non lo ama ancora, e potrà amarlo di più se già lo ama.
Enrico
(bizzoso) Oh, va benissimo! Ho inteso. Terrò conto del tuo consiglio. E sùbito, anzi! Immediatamente!... Ma siccome stasera non riuscirei a tapparmi la bocca, sai quel che faccio, io, per non continuare a dire del signor Corrado tutto il male che penso?... Ti saluto e ti lascio! (Si alza.) Questo ci mancherebbe, adesso: che fossi proprio io a fartelo amare di più! No, no!... E, del resto, fortunatamente, se ne va!... Ci libera della sua presenza! E quando non sarà più qui... cos'è?... ti vestirai a lutto?.. intisichirai per lui?... Ma che!... Nemmeno per sogno! Con la tua intelligenza e col tuo orgoglio, non è possibile!... (Animandosi) Vogliamo scommettere che, tra una settimana, rideremo insieme della tua passionaccia?... E anche di lui rideremo! (Vivacissimo) Ne sono certo! Scommettiamo? Di': scommettiamo?
Nanetta
(inconsapevolmente, si ridà alla sua ambascia. Torna qualche lagrima a rigarle il volto.)
Enrico
(commosso, guardandola) E ricominci da capo con le lagrime?