Lo desidero.
Livia
Io non so capire come il genere di donna a cui avete accennato possa darvi la sicurezza che vi tormenta così. Che cos'era, infine, questa donna?
Il duca
Che cos'era?... Niente. Era un misero corpicino umano, insignificante, inerte. La più completa assenza di volontà. La più completa assenza del discernimento di qualsiasi diritto. Un istinto di umiltà e di sottomissione da innocua bestiolina domestica. Un povero cervello d'idiota smarrita nella folla. Diciotto anni. Due occhi assai belli. E una verginità scampata, per caso, alla curiosità degli uomini. Ecco quello che era.
Livia
Il duca
Io non ebbi altro scopo che d'impiegare in una qualunque brutalità nuova dieci minuti d'una giornata noiosa! (Breve pausa) Questa piccola operaia senza lavoro, che era venuta a chiedermi non so quale raccomandazione, uscì di casa mia con un po' di denaro, baciandomi le mani e benedicendomi. Mi promise di non darmi nessuna noia, e mantenne la promessa per circa un anno. Ma un giorno, la trovai dinanzi alla mia casa. Lattava una bambina bruna. Mi disse timidamente, tremando: — Eccellenza, questa bambina è vostra. — Finsi di non credere. Mi sottrassi a lei con uno sgarbo disdegnoso. Per mezzo d'un servo le mandai ancora del danaro e l'ordine preciso di non farsi più vedere. Ella volle che il servo mi riferisse le parole della sua riconoscenza.... E non la vidi più.
(Un silenzio.)