Spìcciati dunque, chè quel cieco della malora sa anche camminare in fretta, quando vuole.
Paolina
(d'un sùbito, si rabbuia. Alla luminosità dei suoi occhi che irradiava tutta la fisonomia, succede un'espressione di pena invincibile. Lascia cadere sulla tavola gli scarpini. Indi, le sue labbra hanno il lieve tremito che prelude il pianto infantile) No... no! Con voi non ci vengo.
Donna Costanza
Ma vuoi farmi impazzire?!
Paolina
(convulsa, vibrante, quasi con l'urgenza di liberarsi da una tentazione) Prendetevi questa roba.... Prendetevela.... Prendetevela.... E andatevene sùbito, donna Costanza!... Non vi voglio più vedere!...
Donna Costanza
(inviperita) E mi scacci anche, adesso?
Paolina