(angosciosamente, come un'allucinata, sospingendola un po' verso la porta) Vi scaccio, sì, vi scaccio... vi scaccio....
Donna Costanza
Non mettermi le mani addosso, chè te la faccio scontare!
Paolina
Non vi voglio più vedere!... Non vi voglio più vedere!... (Continua a sospingerla, quando a un tratto entra Ciro Barbacane, e, alla vista di quell'uomo, ella, perdendo quel po' di energia fittizia onde si è ribellata alla vecchia, indietreggia con le mani sul capo, assalita dal terrore come dinanzi ad una belva.) Madonna mia cara, proteggetemi voi!
Barbacane
(È un uomo piuttosto vecchio e piccolo, ma forte e tarchiato. Ha la testa grossa, il collo corto, le spalle quadrate, i capelli crespi e grigi, gli occhietti scintillanti, il naso rincagnato da bull-dog. Non porta nè barba nè mustacchi, ma ha sul viso l'ombra bluastra che lasciano i folti ed ispidi peli rasati di fresco. Sulla fronte bassa, una cicatrice. Veste sudicissimamente; ma gli pende dal panciotto una grossa catenella d'oro. Ha alle mani e sui calzoni qualche macchia rossigna.) (Calmo, freddo, semplice, sincero, addirittura bonario nel gesto e nell'accento.) (A Paolina, dopo un silenzio.) E non parli più? Non fai più la prepotente? (Pausa.) Mi conosci?
Paolina
(balbetta appena) No, non vi conosco.
Barbacane