O bimbo mio, guardando la tua culla,

dove mi par continui la mia vita....

(Scrolla ancora il capo stranamente. Indi legge l'ultimo verso del sonetto, pensandolo molto, con amara incredulità:)

io credo in Dio e più non temo il Nulla!

(Sghignazza un po') Ah! ah! ah!... E anche questo al fuoco.... (Esegue. Con un fiammifero accende i manoscritti messi da parte e li getta nel camino. Borbotta:) Il mio ufficio d'amico è adempiuto. (Riunisce in fretta, nervosamente, le altre carte e le avvolge in un giornale. Come se qualche cosa richiamasse la sua più acuta attenzione, figge lo sguardo sulla porta a destra.) Ma che accade lì dentro?!...

(Un silenzio.)

SCENA VI.

FRANCESCO, CATERINA, la signora TERESA.

Caterina

(comparisce, spettrale. Ha sul volto l'impronta del terrore e del dolore più profondo. Si slancia verso lui come per parlargli subito, ma la voce le manca.)