Caterina

(scoppia in un pianto più disperato e le getta le braccia al collo allacciandosi a lei) Oh, vecchierella mia!... Vecchierella mia!...

SIPARIO.

ATTO TERZO

È sera. In fondo alla scena, comincia il bosco. I rami delle querce si confondono e, di lontano, paiono formare come una gran muraglia il cui orlo frastagliato si disegna sull'azzurro scuro e vaporoso del cielo. Verso la sinistra del bosco, un sentieruolo tortuoso sale e serpeggia tra l'erba selvatica. Più in qua, dallo stesso lato, si perde, tra gli alberi, il cortiletto quasi elegante d'un villino bianco, di cui non s'intravede che la facciata posteriore, senza finestre. Dirimpetto, a destra, un altro villino, più in vista, con la porta chiusa. Qua e là, qualche sedile di pietra e qualche tronco di grosso albero tagliato e abbattuto dai boscaiuoli. Il cielo è cosparso di stelle che, raggiunte da un po' di riverbero lunare, vanno impallidendo.

SCENA I.

BIAGIO e LENA.

Biagio

(che è un vecchietto arzillo, sbuca dal bosco e va a mollare la funicella che tiene in alto un fanale acceso, il quale penzola da un ferro aggrappato a una quercia. Il fanale discende.)

Lena