Subito. (Va a rassettare.) Uh! che disordine! Ma qui si vede che la maggior colpevole sono stata io. Che cenciaiola! (Ripone nella cesta i brandelli e nei cassettini della scacchiera le pedine.) Rimettiamo nel quartiere i soldati con cui il nonno deve vincere le battaglie.... Suona la ritirata: a letto, a letto. Bravi, così! — Ed ecco i giornali del signor Mario. (Li piega.) Quello lì che contiene la strana storiella... lo ha conservato lui. (Ricordando) Povera ragazza: chissà che cosa le era accaduto! Il signor Mario ha detto che non valeva la pena di saperlo.... Pure, sarei curiosa.... Signora Renzi, ci avete capito niente, voi?
Signora Renzi
(a poco a poco si è addormentata.)
Beatrice
(Pausa) Dorme. (Ripiglia un giornale e lo appiccica con uno spillo al paralume, affinchè la luce non importuni la dormiente. — Si ode picchiare.) Eccolo. (Apre.)
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SCENA IV.
CLELIA, BEATRICE, Signora RENZI.
Clelia
(indossa una povera veste grigia, e ha il capo avvolto in uno scialle. Resta di là dalla soglia. Ha la voce umile e tremante.) Vorrei parlare alla signora Renzi.