Clelia
Appetito?... Fame! Fame! Altrochè appetito! (Va aggiustando graziosamente la piccola mensa.) Dunque, non vuoi accettare? Auff! fai lo schizzinoso.... Vedi... mi mortifichi.... (Mette in mezzo alla tavola dei fiori.) Benissimo! (A un tratto) Ah!... ho dimenticato la cosa più importante: il pane. Ma non è nulla. Ora ordino a uno dei miei servitori che me ne comperi. (Va alla finestra.)
Mario
Che fai?
Clelia
Chiamo uno dei miei dodici servitori: il portinaio. (Chiamando) Don Saverio! Don Saverio! (Pausa.) Fatemi il piacere di comperarmi quattro soldi di pane. (A Mario) Ho fame, io! (Al portinaio) Ma, badate: voglio di quei panini neri.... Andate giù, alla Panetteria Francese.... (Pausa. Poi, rispondendo al portinaio) Sì, sì, laggiù.... (Pausa.) Ah! [pg!172] ho capito: non avete i soldi. Ebbene, venite qua, salite, chè ve li darò io. (A Mario, celiando) Quest'uomo non ha mai il becco d'un quattrino!
Mario
Un genio incompreso anche lui!...
Clelia
(gira intorno, impaziente, andando in cerca di qualche cosa) Diamine... diamine....