Angiolina

Ohè! Portinaio!... Portinaio, qui non mi si apre.... Non c'è nessuno in casa? (Pausa.) E mi avete fatto salire!... (Pausa.) Allora venite ad aprirmi.... Sono io, Angiolina la rivenditrice.... Venite ad aprirmi.... Aspetterò che venga la signorina.... (Pausa. — Tra sè:) Ah! benedetto Dio!....

(Si apre l'uscio. Entrano il portinaio con un chiavino in mano e Angiolina che porta sul braccio una veste avvolta in un panno bianco.)

Portinaio

(entrando) Eh! bella mia, io ho l'ordine di non dare la chiave che al signor Mario. Ho aperto perchè siete voi. Se volete aspettare qui, accomodatevi pure; ma, senza offesa, io vi tengo compagnia.

Angiolina

Angiolina può entrare sempre, per regola vostra: e poi, statevi attento che c'è tanta roba preziosa da portar via!... (Ironicamente) In questa casa si guazza nell'oro!... È una pietà, è una pietà!...

Portinaio

(confidenzialmente) Ma che ci volete fare! Questa poveretta è pazza. Se sapeste che offerte ha rifiutate! Il male è che ci vado io di mezzo.... E se qualche galantuomo viene a mettermi nelle mani una carta di cinque lire, solamente, già, per informarsi — perchè, tanto, ambasciate a lei non glie [pg!157] ne porto più —, io non ci sto bene di coscienza, e sono perfino capace di non accettare la mancia. È un peccato mortale!

Angiolina