[pg!203]
Mario
Vi ritornai — e tu stessa ne sei convinta — pazzo di gioia. Sapesti così bene richiamarmi!... Dopo il gran dolore che avevo provato quando tu deliberasti di accettare... la protezione di costui, un sol dolore mi era parso più acerbo, più insopportabile: quello di vivere lontano da te. Ritornai.... Non sapevo ancora che cosa significasse appartenere a quella miserevole categoria di uomini che, a poco a poco, si preparano a ogni vergognosa transazione sotto la veste del così detto «amante del cuore»!
Clelia
Mario... ma tu non fai nessuna transazione vergognosa.
Mario
Non lo so.... Ma certo, quando io esco da questa casa tutta elegante e profumata, mi pare di aver rubato. Io sento i brividi che deve sentire il ladro non ancora esperto.... E l'idea del furto consumato è inevitabile, perchè è intimamente legata al ricordo profondo del godimento. Tu dici che non faccio nessuna transazione vergognosa.... E perchè no? Tu non potevi vivere poveramente: va bene: (accalorandosi) sentivi il bisogno imperioso della ricchezza, o, almeno, dell'agiatezza. Ora, l'hai questa agiatezza: ma sono forse io che te la do, io, io, tuo amante? No. Te la dà un altro. È un altro che ti mette in condizione d'esser mia, ed io sono obbligato a lui... dell'amore che tu mi concedi. Ah! cara Clelia, la transazione è già avvenuta! [pg!204] E poi... vuoi comprendere meglio? Dimmi: (sempre più accalorandosi) se domani io ti chiedessi del denaro, tu... me lo daresti?
Clelia
(con uno slancio di semplicità) Sì!
Mario