Mario
Che non ci torno più.
Teresa
Siete matto! Volete farmela morire! Già, tanto, questa lettera io non glie la do, e domani farete la pace....
(Risuona di dentro uno scoppio di risa sguaiate.)
Mario
(irritato e disgustato, s'avvia verso la porta a sinistra: resta ancora un momento, guardando intorno, commosso e titubante. Ad un altro scoppio di risa, egli, risoluto, come se si liberasse finalmente da un incubo, se ne fugge.)
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Teresa
(guarda la lettera, e, dopo una breve esitazione, la lacera, e ne nasconde in tasca i pezzettini. Indi, tossendo forte, spalanca i due battenti dell'uscio in fondo.)