— E che cosa è venuto a fare?

La baronessa strinse le spalle.

Seguì una lunga pausa.

L’orologio battè le dieci ore: il battello partiva certo in quel punto, Zaverio pensò che avrebbe dovuto trovarsi a bordo con sua madre. E provò un doloroso rammarico.

Ad un tratto s’intese il rumore di una porta che batteva forte.

Allora donna Vittoria ostentando una tranquillità in cui era evidente lo sforzo:

— Siete ammutolito? gli disse.

— Vorrei sapere lo scopo della lugubre rappresentazione cui mi fate assistere.

— Non è punto una rappresentazione.

— Mi direte dunque il vostro tenebroso disegno.