Egli doveva recarsi a Lugano: al ritorno sarebbe ripassato.
Ma quando egli tornò, donna Vittoria si sentiva poco bene, s’era buttata sul letto e dormiva.
Donna Elvira trattenne a stento la collera.
— Concetta, disse, avvertite donna Vittoria che il dottore deve parlarle senz’indugio; se ella non può scendere verremo noi da lei.
La cameriera stava perplessa.
— Avreste delle osservazioni? le domandò burbera; andate.
Poi aggiunse:
— Saremmo dunque a’ suoi comandi?
Due minuti dopo entrò donna Vittoria.
Camminava a stento e sembrava un’ombra, tanto era diafana, assottigliata; appena rimaneva in lei tanto di corporeo da albergare il dolore, unico alimento, tirannia suprema della sua vita.