— La mia donna? ripetè atterrito, e il barone?

A Vittoria questo nome diede un tuffo nel sangue.

Zaverio ebbe un accesso di frenesia che durò parecchie ore.


Ella fu più cauta in seguito.

La mente di Zaverio, arretrandosi davanti all’omicidio da lui commesso, s’era rifiutata di conoscerlo. La sua vita morale era stata sbarrata a quel punto da un orrore insuperabile — di cui aveva smarrito le cause, ma che sussisteva intero negli effetti.

Bastava il più piccolo tentativo di spingerlo oltre quella cerchia che l’istinto s’era fatta, perchè egli si turbasse e ricalcitrasse.

Vittoria fu costretta a pesare tutte le parole, a secondarlo in tutte le illusioni che erano per lui un mezzo necessario, a vivere con lui in un mondo di fantasmi divenuto per lui il solo mondo reale possibile.

E com’era sottilmente permaloso e sofistico! com’egli sconcertava tutte le frodi pietose per tirarlo di là!

Per lui ell’era tuttavia la moglie del barone e viveva in casa propria dov’egli veniva solo a trovarla.