— Oh il matto! oh il matto!

— Ho quarant’anni, sapete....

— Ma giusto... siete sul vostro buono.

— Dite sul serio?

— E tò....

Mezz’ora dopo, le due ortolane, tenendosi per mano, riguadavano il Bisagno: gli occhietti d’Irene saettavano, i sorrisi di Tonia erano più machioni di prima: gli scarpini luccicavano al sole, — le gonne di bordato scodinzolavano allegramente.

Siro le guardava dalla finestra.

Le due quaglie uscivano dal paretaio, avevano acchiappato lo zimbello e se lo portavano.

Era il cuore che Siro s’aveva lasciato rubare.

Siro non rivide l’Irene fino al primo lunedì d’agosto, due settimane dopo. La incontrò per via e la pregò di passar da lui a prendere il piatto della focaccia.