— Venisse! venisse pure!...
Tonia gl’indicò la facciata della casa: — come sarebbe più appariscente se ci fossero le tendine ai vetri, e una cassetta di garofani sul davanzale e sopra, fra gli steli fioriti, quand’egli tornava dalla sua visita, un visino impaziente!.. eh?
Irene era rimasta sopra alla finestra e li guardava ridendo.
— Siro era impensierito.
— Non era per saper i suoi affari, ma non aveva mai pensato a fare il nodo?
Siro, per una vecchia abitudine, svettò il capo da destra a sinistra, ma non finì di tentennare.
Stavolta non poteva dir di no. Ci aveva pensato sì... senza pensarci... e da un pezzo...
— Dopo tutto è ancora il meglio: si fa la vita più assestata, si desina in casa, non si sta fuori la sera colla rugiada: si chiudono fuori i capricci; e ci si grogiola fra le dolcezze... massime quando si ha quel che bisogna.
Siro fermò Tonia pel braccio a metà della scala.
— Chi volete che mi pigli?