— Dio sa, disse Siro scorato, se i vostri sospetti siano ingiusti, egli v’illumini, io non ho altro da dirvi....
E tacque: il nembo scoppiava con nuova furia, suonavano per l’aria scrosci, sibili, che parevano lamenti, grida.
Liberio guardava fuori dall’angusta finestrella il cielo solcato dai guizzi della folgore; egli non era più calmo, rabbrividiva.
L’orologio sonò nuovamente.
Siro trasalì.
— Liberio, disse, fate una cosa, prendete....
Aveva tirato dalla saccoccia un suo coltello, l’aveva aperto, e glielo porgeva.
— Uccidetemi; sarete almeno sicuro; uccidetemi, mi levate un gran peso....
Il giovane fu tocco; respinse la mano di lui e disse:
— Vi credo, vi credo.... voi siete un bravuomo.