— Presto, presto, il tempo passa, vi dico....
— Dite davvero? domandò il giovine levandosi da sedere sullo stramazzo, voi mi fate il sacrifizio della vostra vita?
— Oh la mia vita, mormorò Siro cupamente, una volta m’era cara, era bella, buona, tranquilla; ma ho tutto giuocato sopra una carta, sopra una persona che mi doveva dare il paradiso e invece mi ha dato la disperazione.... vedetelo.... il destino si è crudelmente burlato di me; la mia disgrazia è una donna; una fanciulla bella, se la vedeste, come una madonnina; io non sono più giovane; ma confidavo nell’innocenza sua. La mia vita, se vi può servire, io ve l’offro; tanto domani non saprei che farne.
Il giovane disse:
— Ebbene io accetto, in nome della santa causa cui appartengo, il vostro sagrificio.
Siro si spogliava i panni in fretta e glie li buttava....
Ma Liberio fu sorpreso da nuova perplessità.
— Ma che fate? non v’è un momento da perdere, sbrigatevi, gli diceva Siro. Vestitevi. — Oh Dio! voi dubitate ancora?
Il giovane lo fissò, gli strinse fortemente la mano:
— Siete sicuro, gli domandò con voce profonda, che nessuno mi seguirebbe nel giro che debbo fare?