Poi si accasciava e mormorava sfiduciato:

— È vero, voi non mi conoscete, non sapete chi sia, diffidate.... ma mettetemi alla prova, signore, trovate voi un altro mezzo.

Inutilmente.

Uno scricchiolio si intese dalla stanza attigua: il doganiere si moveva nel sonno e sospirava.

Siro pose una mano sulla spalla del giovane:

— Sentite, il mezzo c’è. Non volete che faccia io la vostra commissione: ebbene, fatela voi stesso: vestite i miei panni, non vi riconosceranno, uscite. Io resterò al vostro posto: anzi meglio così, è più sicuro: come non ci ho pensato prima?

E mormorò tra sè:

— Io potrei fra qualche ora essere pazzo, chi sa?

Liberio si volse vivamente.

Egli esaminò al chiaror dei lampi frequenti la faccia smorta, sbattuta del flebotomo.