— Ricordi?

Sì, egli ricordava; rivedeva cose che il suo labbro, la sua parola non poteva esprimere — cose strane, ma vive e reali.

Poi sparivano; si faceva un gran buio nella sua mente; sparivano le immagini; restava il senso di esse.

E gli pareva che Krimilth, china su lui, dicesse: — la colpa ci ha uniti: — non può riunirci nulla di lieto; riparazione, riparazione — lo vuoi? — vedrai per me, sentirò per te, vuoi? tutta la vita — breve — ma tutta — vuoi, — vuoi?

E Gustavo rispondeva: — No! no!...

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Si trovò solo, disteso sul pavimento; il fuoco era spento.

Quanto fosse rimasto colà non sapeva; cominciava il barlume del crepuscolo.

Rammentò la scena spaventosa. Era sogno, delirio? Era una cosa orribile.

S’alzò, fuggì all’aperto; — all’uscire della porta intese una voce ripetergli: — vuoi? tutta! tutta!