All’ingresso del paese, accanto al piccolo cimitero, un giovane si fe’ incontro a Gustavo.

— Presto, presto, vi aspetta, — mormorò.

Gustavo mi disse poi che non aveva annunziato a nessuno il nostro arrivo.

Nessuno di noi due rispose: seguimmo il montanaro su per la valle.

Era Karl.

Dopo alcuni minuti Gustavo si fermò e gli chiese:

— E lei?

— Muore, — disse Karl, — e non scorderò mai quella sua voce: v’era un dolore infinito e una gran collera.

Arrivammo a notte chiusa alla casa dei Peyrat. Tirava un rovaio pungente; aveva nevicato il giorno prima.

Attraversammo l’orto, entrammo nella casetta di Karl.