Dopo una lunga prostrazione morale di parecchi mesi, parve riaversi.
Seguendo la tradizione della famiglia entrò nella magistratura; chiese ed ottenne un posto di sostituto in una procura regia delle provincie meridionali. Dicono che quivi si mostrasse tranquillo, e, ad intervalli, anche sereno.
Era laboriosissimo. Buono com’è, tutti gli volevan bene; strinse relazione con una famiglia del luogo e stava per prender moglie.
Alla mattina delle nozze lo trovarono svenuto a terra nella sua stanza.
Tornato in sè, diè in smanie, cadde in convulsioni terribili. I parenti suoi lo collocarono in una casa di salute. Ma riuscì a fuggire e scomparve.
Tutti lo credono pazzo, ed anch’io mi sforzo di crederlo, ma quando penso al suo racconto e a ciò che ho visto, non ci riesco.
FINE.
[ INDICE]
| Candaule | [Pag. 1] |
| Vigilia di nozze | [171] |
| Riccardo il tiranno | [219] |
| Da uno spiraglio | [249] |