Ma ella lo respinse e non potendo parlare gli intimava colla mano di allontanarsi....
— Permettete che io chiami la vostra cameriera.
— No, nessuno deve trovarmi qui: ciò vi potrebbe forse accomodare a voi, non a me...
Fe’ uno sforzo violento: si rizzò: entrò nel bagno e chiuse la porticina.
Quando il barone risalì con l’Assante, trovò Zaverio nella serra, seduto sugli scalini del suo appartamento, pallido, stravolto. Riscosso dallo stupore disse che gli era venuto un capogiro, ma soggiunse che era nulla e, ringraziato il barone che voleva trattenerlo, uscì.
Ci pose più d’un’ora a tornare a casa. Egli abitava una piccola casetta ai piedi di Castel Sant’Elmo, dove la sua compagnia stava aquartierata.
Da molto tempo non rientrava così tardi. Trovò sua madre che l’aspettava e appena lo vide sclamò a mani giunte:
— Zaverio, figliolo mio, che la Vergine ti benedica, tu ci se’ tornato!
— Dove?
— Là dove se’ stato tre mesi addietro, quella brutta notte: allora quella cera avevi.