— Date indietro?

— Oh! oh!

— Fiasco, fiasco! urlarono, viva la Nunziata!

Il barone fe’ uno sforzo per farsi sentire in mezzo al laido baccano.

— Silenzio, urlò Jomelli, lasciatelo dire, sentiamo, accettate?

Di Ruoppolo si lasciò cadere sopra una sedia borbottando:

— Eh diavolo! accetto!...

Allora si fe’ innanzi un nuovo interlocutore; un giovane di aspetto buono, che nessuno conosceva, ch’era stato condotto da qualcuno già uscito, che aveva giocato, perso e pagato una somma ragguardevole, e s’era poi, durante la ridicola scena, tenuto in disparte. Egli entrò in mezzo e disse:

— Suvvia signori, qui si oltraggia una donna.

Queste semplici parole pronunciate con un sensibilissimo accento calabrese, e con una grande dignità, smorzarono ad un tratto l’ignobile ilarità chiassona della brigata.