C’era in lei un tesoro d’affetto ch’ella non aveva potuto collocare degnamente e che ella sembrava nascondere persino a sè stessa. Si sarebbe detto che si vergognava di essere buona. Qualche malefico proposito vegliava sopra i moti del suo cuore per reprimerli. — Una tirannia implacabile che tuttavia si addormentava qualche momento — e allora il solito sussiego svaniva e appariva l’anima oppressa, non soggiogata. Lampi rari e fugaci ma luminosi che rivelavano la virtuale potenza delle passioni buone in lei che non ne aveva mai provata alcuna.
Davvero, non ostante il suo scetticismo ombroso e permaloso, ella aveva un’illibata verginità di cuore.
Una donna che non ha mai amato, un fiore non sbocciato, luce misteriosa dell’alba, purezza inesplicabile, fascino irresistibile!
Al quale Zaverio cedeva inconsciamente — e tremando; perchè una fatalità crudele, senza riparo, gettava sopra le gioie, che il desiderio gli rivelava sommessamente, l’ombra bieca di una catastrofe inevitabile.
I tristi ricordi delle sue sventure soggiogavano il suo spirito a una superstiziosa idiosincrasia, a un lugubre fatalismo. Spesso una disgrazia che si teme è una disgrazia cui si va incontro: i casi esteriori si modellano spesso sopra i presentimenti.
In quei giorni donna Vittoria fu eccezionalmente cortese con lui; gli mostrava maggiore famigliarità e i loro discorsi piegavano spesso a una vaga e dolce malinconia; ma, ad un tratto un pensiero sinistro sorgeva, inesplicabilmente, fra loro; e i loro sguardi si sfuggivano e sembravano entrambi impauriti di trovarsi insieme — inconsolabili di essersi trovati troppo tardi o troppo presto.
Uno sgomento, un terrore vago tormentava Zaverio quando non era con la baronessa: l’immagine di lei, ingrandita e crucciosa, lo perseguitava — bella ma terribile, e gli dava la notte degli incubi strani, delle visioni paurose.
Intanto la tristezza che dalla sua malattia in poi non l’aveva più abbandonato si faceva più cupa, e sua madre, che lo amava teneramente, come le donne amano i figli dell’uomo che le ha rese infelici, s’era accorta di qualcosa.
Ella lo aspettava di nascosto tutte le sere e lo spiava attenta; spesso, di notte se lo sentiva agitarsi e parlare nel sonno, balzava dal letto e veniva pronta, in punta di piedi, ad origliare all’uscio della sua camera.
Ella aveva perciò scoperto, a un dipresso, il suo segreto.