— E anch’io, aggiunse Carminati.

— Abbiate pazienza, disse Jomelli rivolto ai compagni, abbiate pazienza, il signore parla con me.

Il giovine trasse la propria carta di visita, la porse al marchese.

— Sta bene, disse questi ricambiandola con la propria, con gesto sicuro ma senz’ombra d’insolenza, sta bene, a domani.

— Ai vostri comandi.

E s’inchinarono.

Il marchese uscì e gli altri lo seguirono, ultimo il Campoluongo, il quale inviperito fe’ un grande sciupìo di occhiate fulminee all’indirizzo dello sconosciuto.

Questi passeggiò su e giù per la sala respirando a pieni polmoni come uno che, con una buona sfogata, si è levato un gran peso dal cuore.

Il barone era rimasto intontito nell’angolo presso il divano; la brigata l’aveva dimenticato.

Il giovane venne a porsegli davanti.