— Esmeralda è sola.

Qualcuno saliva dietro di lui.

Uscì in istrada.

Il caffè era aperto ancora. Nick giocava a un tavolino in fondo...


L’indomani, per tempissimo, il marchese Tornielli si vide capitare in camera il cugino, che pareva un uomo disfatto. Non ebbe cuore d’interrogarlo.

Il conte sedette accanto al fuoco, stette per oltre mezz’ora senza far parola: si passava la mano sul viso, si lisciava la barba.

— Sai? parto, disse finalmente.

— Parti?

— Ritorno a Peveragno e son venuto a salutarti.