— Bene, verrò io da voi a mezzodì a prendere la risposta... Mi raccomando!

Pasquale ritorna verso casa, e a poco a poco rallenta il passo come fosse sopraccolto da gravi e moleste riflessioni. Sull’uscio si ferma perplesso. Poi dà volta ancora e adagio adagio rifa la strada innanzi alla cascina, sale al castello; trova la moglie che sta per porsi a letto nella stanza attigua a quella della contessina e le chiede:

— Che fa la signorina?

— Dorme.

Egli esce, passeggia per qualche mezz’ora sulla spianata benchè soffi un rovaio indiavolato, poi scende, passeggia ancora a lungo innanzi e indietro con precauzione avanti la porta dei Bellardi, e finalmente si decide, di malavoglia, a ritirarsi. Egli ha un sospetto. Perchè la contessina ha voluto rimanere quella sera? Aveva parlato col dottore... Se fosse un tranello...


All’indomani per tempissimo egli è in piedi, ritorna al castello e quivi chiede di nuovo alla moglie:

— La contessina dorme?

— Certo che dorme; che volete che faccia a quest’ora? — risponde la donna stupita.

Egli allora ridiscende a girellare intorno alla cascina finchè, verso le nove, vede uscirne il medichino.