Quanto a me, non farò che secondare il voto dei miei popoli, e sarò unito ad essi con quella medesima fiducia che hanno a me dimostrata. Io desidero di portare con me nella tomba la vostra riconoscenza, e meritare il solo elogio di aver sempre voluto la vostra felicità.

Dopo le parole del Re, il Duca di Calabria baciò ripetutamente la mano al padre ed aggiunse — dicono i contemporanei — abbastanza commosso:

Nell'atto che ringrazio a Voi, mio amato Padre e Sovrano, della bontà con la quale vi siete degnato di esprimervi benignamente a mio riguardo, vi assicuro che tutti i miei sforzi, sinché avrò vita, saranno diretti al vostro servizio al vantaggio della Nazione.

Il presidente Galdi riprese la parola per ringraziare il Re, ed infine il tenente generale Pepe fece la solenne rinunzia del comando in capo dell'esercito nazionale cui re Ferdinando rispose accettando[45].

Terminata la cerimonia, il Re col suo corteggio pomposo uscí di Chiesa per tornare al palazzo. Ma il cielo che nel mattino era sereno si fe' scuro e quando il Re giunse s'addensarono le nubi e piovve. I superstiziosi temettero, e ricordarono il fatto quando la Costituzione fu abolita nell'anno seguente[46].

La sera vi fu uno spettacolo gratis in tutti i teatri della capitale, gran pranzo di gala a corte, ed al massimo San Carlo si recò il principe ereditario con la moglie ed il principe di Salerno. Quella sera il duca di Calabria indossava la divisa di colonnello di fanteria della milizia nazionale ed il principe di Salerno quella degli usseri della guardia di sicurezza interna.

Nella seduta del 2 ottobre[47] furono formate le commissioni — oggi uffici — all'oggetto di facilitare l'andamento ed il disbrigo degli affari interni. Furono, dunque cosí costituiti:

I. Commissione. — Legislazione: Lauria Francesco. Scrugli Francesco, Saponara Felice, Arcovito Guglielmo, Catalani Vincenzo, Tafuri Michele, Pelliccia Alessio, Ceraldi Pasquale, De Cesare Innocenzio.

II. Guerra, marina ed affari esteri: Begani Alessandro, Giovanni Bausan, Rossi Francesco, Morici Domenico, Macchiaroli Rosario, Poerio Giuseppe, De Concilii Ernesto, Firrao Giuseppe cardinale, de Donato Tommaso.

III. Milizie provinciali, gendarmeria ed altro oggetto di pubblica sicurezza: Sponsa Diodato, Perugini Pietro Paolo, Borrelli Pasquale, De Piccolellis Mario, Coletti Decio, Melchiorre Paolo, Mazziotti Gerardo, Vivacqua Francesco, Corbi Carlo.