L'interesse del nostro commercio politicamente calcolato, vi sarà presentato dal nostro segretario di Stato ministro degli affari interni. Formerà questo uno dei piú gravi ed importanti argomenti delle vostre deliberazioni.
Voi troverete preparate tutte le altre instituzioni delle quali dipende l'interna prosperità del regno. Io ho conservato dopo il 1815 tutte quelle che l'esperienza ed il voto nazionale indicavano come necessarie ed utili.
Raccomando alle vostre cure gli stabilimenti d'educazione, di beneficenza e di umanità, le prigioni, sopratutto, lo stato delle quali è ancora lontano da quello a cui avrei desiderato di portarle.
Il dipartimento della giustizia presso a poco è fondato sulle stesse basi che io avrei stabilite.
Io mi sono giovato dell'esempio e dell'esperienza ed ho adottato le leggi che mi sono sembrate le migliori; perché di niun'altra passione sono stato capace fuorché del bene dei miei popoli. Il mio ministro di grazia e giustizia vi proporrà i progetti necessari per perfezionare questo ramo importante. Se altri miglioramenti giudicherete necessari alla libertà delle persone ed alla sicurezza delle proprietà voi dovete esser persuasi che proponendoli, andrete sempre incontro al mio desiderio.
Quanto agli affari ecclesiastici l'ultimo concordato ha fatto sparire tutte le antiche controversie con la Corte romana. Per esso è stata restituita la calma alle coscienze. Sono stati ridotti i vescovadi, e si è preparata la dotazione ed il miglioramento del clero. Per ottenere quei vantaggi è stato d'uopo di convenire di molte transazioni. Io vi ho consentito, perché le ho riguardate come prerogative, alle quali non ho voluto sacrificare l'interesse principale de' miei popoli. Io sono persuaso che in tutte le future transazioni il Parlamento si farà sempre guidare dal rispetto dovuto alla Santa Sede e dalla necessità di stringere sempre piú le relazioni di amicizia che debbono essere fra due Stati vicini ed insieme legati per un comune interesse.
Dopo questa breve esposizione dello stato nostro, mi rimane solamente a dirvi che non permettendomi ancora le mie forze di riprendere tutte le cure del governo io continuerò per ora ad affidarle al mio amato figliuolo ed erede Duca di Calabria nella qualità di mio Vicario generale. Io sono stato compiaciuto del modo onde egli ha corrisposto alla mia ed alla vostra fiducia.
L'esperienza servirà a renderlo piú maturo nel governo ed a voi piú caro. Io avrò verso la Nazione il merito di avere, non solamente formato il suo cuore, ma di avergli altresí additati i mezzi di rendervi felici.
Signori deputati, niun momento nella storia della monarchia è stato piú importante di questo. L'Europa tutta ha gli occhi sopra di noi. L'Onnipotente che regge il destino di tutti i popoli ci ha messi nella posizione di acquistare con la moderazione e con la saviezza la stima di tutte le nazioni.
È nelle nostre mani di consolidare le nostre istituzioni ed il renderle stabili, durevoli e tali che producano la nostra prosperità.